Ho parlato con persone nate tra il 1945 e il 1965 e la stessa parola tornava spesso: una naturalezza nel muoversi nel mondo che non sembra una posa. Non è nostalgia. È un tessuto quotidiano fatto di responsabilità immediate e poco filtro sociale che ha forgiato un tipo di fiducia che dura. In questo pezzo provo a spiegare come being raised in the 1960s and 1970s built long term self confidence e perché alcune componenti di quell esperienza possono ancora insegnarci molto oggi.
Una fiducia nata senza corsi o like
I bambini di allora non erano lasciati senza guida ma spesso esposti a compiti veri. I piccoli riparavano cose, spostavano mobili, telefonavano per appuntamenti, andavano a prendere il pane. Non era spettacolo della fragilità né esercizio di resilienza pensato a tavolino. Era pratica quotidiana. La conseguenza è una fiducia pragmatica: so fare, so aggiustare, so riparare. Questo non è l identico concetto di autostima che si misura oggi nei test psicologici ma è una convinzione pratica di competenza che resiste alle crisi.
La voce della responsabilità
Quando chiedo a chi ha vissuto quegli anni qual è il ricordo più lucido spesso non è una vacanza ma un compito improvviso. Avere responsabilità concrete da giovane produce un senso di causa ed effetto personale. Non tutto era perfetto. Era spesso rude. Eppure quella rudezza ha un lato utile: abituava a riprovare senza il terrore dell inadeguatezza performativa. Una generazione si è costruita attraverso il fare e il correggere, non attraverso la continua validazione esterna.
Socialità senza rete e il prezzo della discrezione
Non esserci sempre stato collegati riduceva la performatività. Gli errori restavano locali, le esperienze non diventavano contenuto. Questa condizione ha generato una discrezione che cementa la fiducia interiore: non hai bisogno di urlare il tuo valore per farlo esistere. C è una rinuncia implicita alla visibilità come unico metro di misura del sé.
Dr Laura Bianchi Psicologa clinica Universita degli Studi di Milano La fiducia che nasce dal fare e dal prendersi cura non coincide sempre con l autostima misurabile ma ha radici profonde nell esperienza corporea e nelle pratiche quotidiane.
La dichiarazione di una studiosa mi ha fatto pensare che la fiducia qui è meno un attributo mentale e più una somma di gesti. È la memoria muscolare del saper fare che torna anche in momenti di stress. Per questo non si dissolve tanto facilmente.
Autorità domestica senza glamour
In molte famiglie del tempo l autorita era distribuita in modo funzionale. Non sempre gerarchica nel senso moderno del termine ma basata su competenze. Se tuo padre sapeva riparare la macchina lo consultavi. Se tua madre sapeva cucinare risolveva la cena. Queste dinamiche creavano piccoli centri di competenza nei quali crescere. C era meno enfasi su un immagine ideale e più su risultati misurabili. Non è un invito a ripetere modelli rigidi ma un punto: la competenza vissuta è una base solida per la fiducia.
Educazione all errore e tolleranza contingente
Gli errori erano tollerati con meno etichette emotive. Se qualcosa andava storto si riparava o si provava di nuovo. Non esisteva ancora la categoria psicologica che trasforma ogni fallimento in trauma identitario. Questo non significa che non vi fossero giudizi o colpe, ma che l errore spesso portava a soluzioni pratiche. La ripetizione e la riparazione erano la cura, non la psicoanalisi a ogni inciampo.
Una pratica di correzione
Chi è cresciuto con questa modalità racconta di aver sviluppato una curiosa insofferenza verso il dramma inutile. Si tende a guardare il problema e a ridurlo a componenti risolvibili. È quasi meccanico. E funziona perché riduce l ansia anticipatoria e aumenta la tolleranza alla frustrazione.
La parola resilienza è recente ma l esperienza no
Resilienza oggi è un termine formato e a volte abusato. Ma l esperienza concreta che ha forgiato la fiducia nelle persone nate negli anni 60 e 70 sembra essere una forma empatica e pratica di resilienza. È meno narrata e più incarnata. La gente non la racconta come sacrificio eroico. La nomina come normalità: cosi si è fatto e si continua a fare.
Questo aspetto mi suggerisce qualcosa di scomodo: non è sempre replicabile in modo romantico nelle moderne politiche educative. Non voglio dire che i bambini di oggi dovrebbero essere lasciati a se stessi. Piuttosto che possiamo recuperare l idea di compiti reali, di fiducia nella riparazione, e di una visibilità meno performativa senza rinunciare alla sensibilità contemporanea.
Elementi che oggi possiamo riusare
Primo elemento compiti reali. Far fare cose utili e non solo simulate. Secondo elemento responsabilita progressiva. Dare piccoli centri decisionali ai più giovani. Terzo elemento limite alla performance pubblica. Permettere errori non mediati sempre dal pubblico digitale. Tutti concetti semplici da pronunciare ma faticosi da mettere in pratica nelle nostre vite accelerate.
Non tutto era buono
È essenziale non banalizzare. Quegli anni avevano disuguaglianze e regole rigide che hanno fatto male a molte persone. La mia posizione è selettiva. Prendo dal passato pratiche che funzionano e le ricontestualizzo. La fiducia che descrivo non è un modello universale ma una traccia utile per ripensare la formazione del carattere in chi cresce oggi.
Perché la lezione resiste
Perché è pratica e perché riguarda il corpo prima della teoria. È difficile annullare l effetto di anni in cui hai fatto cose e visto risultati. È difficile cancellare il ricordo di una riparazione riuscita. E questo genus di fiducia si tramanda senza bisogno di etichette. Serve tempo e contesto. Non è rapido né vendibile come un corso online.
Conclusione aperta
Non propongo una restituzione acritica del passato. Propongo attenzione e selezione. Alcune pratiche degli anni 60 e 70 hanno costruito long term self confidence in modo non spettacolare e questo vale la pena di essere studiato e talvolta copiato. Il punto che mi interessa è pratico non romantico. Se vogliamo che le nuove generazioni crescano con più sicurezza non basta insegnare a parlare in pubblico bisogna insegnare a fare cose che contano e permettere che gli errori restino punti di apprendimento non prove pubbliche.
Tabella riassuntiva
| Area | Meccanismo | Come influenza la fiducia |
|---|---|---|
| Responsabilita pratica | Compiti reali sin da giovani | Costruisce competenza concreta e sicurezza operativa |
| Esposizione all errore | Tolleranza alla riparazione | Riduce paura dell insuccesso e favorisce tentativi |
| Socialita offline | Minor performativity pubblica | Permette crescita privata e meno ansia da visibilita |
| Centri di competenza | Autorita funzionale in famiglia | Fornisce modelli pratici e consultabili |
FAQ
Perché molte persone nate negli anni 60 e 70 sembrano più sicure?
Perché la loro formazione spesso includeva compiti concreti responsabilita immediate e la possibilita di sbagliare in un contesto privato. Tutto questo ha costruito una fiducia che nasce dall esperienza e non dall approvazione pubblica. Questa fiducia tende a durare proprio perche non è fragile e dipendente da like o giudizi esterni.
Significa che dobbiamo tornare ai modelli educativi di allora?
No non è un invito a replicare senza critica. Molte pratiche del passato erano ingiuste. La proposta è selettiva: riprendere alcuni aspetti pratici come la delega di compiti reali e la tolleranza all errore e riformularli in chiave contemporanea sensibile alle diversita e ai diritti individuali.
Cosa puo fare un genitore oggi per favorire questa forma di fiducia?
Può offrire piccoli compiti reali lasciare che il figlio risolva problemi pratici e creare contesti in cui l errore non sia spettacolo. Non è semplice ma la costanza conta di piu delle grandi gesti educativi. L idea è aumentare l esperienza pratica piu che le lezioni teoriche sulla autostima.
Questo tipo di fiducia funziona anche in ambito lavorativo moderno?
Sì in molti casi. La fiducia pratica facilita il problem solving la presa di decisione e la gestione dello stress operativo. Persone abituate a fare e correggere spesso mostrano maggiore autonomia e capacità di adattamento in contesti lavorativi fluidi.
Ci sono limiti a questo approccio?
Certamente. La fiducia pratica non sostituisce il supporto emotivo e non cancella traumi o discriminazioni. Inoltre certe responsabilita premature possono essere dannose se non accompagnate da protezione e ascolto. L approccio va dosato e pensato nel contesto della cura e della sicurezza.